04. Bibliografia

Quella che segue è la bibliografia proposta alle classi delle scuole superiori di Padova che hanno aderito alla World Social Agenda sull’Ottavo Obiettivo di Sviluppo del Millennio.

La lettura dei libri (insieme ad un percorso di formazione riservato ai docenti, ad alcune proposte cinematografiche e così via _ vedi scheda WSA 2008 scuole superiori) è stata alla base della riflessione sull’Ottavo Obiettivo del Millennio, e lo stimolo per le produzioni testuali, le opere di arti visive e i video (spot e documentario) degli studenti.

Ecco i testi selezionati:

1. Alessandro Baricco, Next. Piccolo libro sulla globalizzazione e sul mondo che verrà, Ed. Feltrinelli, 2002

Non è il libro di un esperto. E’ un libro che, nel modo più semplice, cerca di capire cos’è la globalizzazione, usando i contributi degli esperti ed una buona dose di ingenuità. Se non fosse che mio figlio se ne frega, è il tipo di libro che uno potrebbe intitolare: La globalizzazione spiegata a mio figlio. Cioè, non è che se ne freghi. E’ che ha tre anni. Gli piacciono i dinosauri.” Spesso non servono enormi trattati socio-politici per affrontare argomenti della realtà quotidiana. Basta un po’ di buona volontà e alcune domande a cui, ancora, si sta cercando una risposta. Questo è ciò che fa Alessandro Baricco nel suo libro, “Next”. Un’analisi dettagliata del fenomeno della globalizzazione affrontato in modo semplice, diretto, ironico (nel suo inconfondibile stile) e specialmente opera di uno scrittore non-esperto in materia, per dei lettori non-esperti in materia. Baricco ci racconta la globalizzazione toccando tutti i temi più attuali e scottanti degli ultimi due o tre anni. La tragedia delle Twin Towers, il G8 con tutto ciò che ne è conseguito, il movimento dei No-Global, fino alla vita di tutti i giorni di un normale cittadino italiano.

Leggi le recensioni di Next.

2. Franklin Foer, Come il calcio spiega il mondo. Teoria improbabile sulla globalizzazione, Ed. Baldini Castoldi Dalai, 2007

Giornalista ed ex calciatore, Franklin Foer esamina il calcio e il suo ruolo in varie culture e utilizza il pretesto per fare il punto della situazione sulla globalizzazione. Dalle interviste ai rivali calcistici e religiosi di Glasgow Rangers e Celtics a un viaggio attraverso il pianeta, in cui si capisce “come il calcio spiega le nuove oligarchie”, “come il calcio spiega il tifoso sentimentale” o “come il calcio spiega le speranze dell’Islam”, un racconto appassionato e infuocato dell’amore di Foer per questo gioco.

Leggi le recensioni di Come il calcio spiega il mondo.

3. Francesco Gesualdi, Il mercante d’acqua, Ed. Feltrinelli, 2007

Un giovane, che gira il mondo zaino in spalla e si guadagna da vivere con piccoli lavori che gli consentono di continuare a viaggiare, si imbarca un giorno con dei pescatori di coralli e approda su un’isola semideserta. Lì decide di fermarsi. In realtà sull’isola un villaggio c’è e il giovane si trova di fronte una comunità a suo modo felice, che lo accoglie e lo integra velocemente. La vita prosegue serena fino a quando l’acqua nei pozzi comincia a scarseggiare e poi si esaurisce completamente.
Nell’isola di Terrasecca – questo è il suo nome – c’è anche un padrone: Melebù. Vive in una villa al centro dell’isola circondata da bodyguard e soldati in divisa. Il suo pozzo è l’unico ancora pieno. Per ottenere l’acqua della sopravvivenza, il villaggio decide di vendere tutti i pozzi vuoti a Melebù, che ha già organizzato una stazione di rifornimento d’acqua per le navi in transito. Melebù ha tutte le caratteristiche di un imprenditore ottocentesco, è un “capitalista classico” e vede nei lavoratori soltanto manodopera da sfruttare per ricavarne il massimo profitto. Alla sua morte subentra il nipote, che decide di prendere in considerazione le richieste salariali e sociali del villaggio. La vita sull’isola sembra così migliorare. Anche perché il nuovo padrone permette agli operai di diventare consumatori dei propri prodotti e crea in questo modo nuove esigenze di consumo. Fioriscono nuovi stabilimenti, la pubblicità e i primi fast food: la rincorsa ai consumi disgrega però la comunità-villaggio e i pozzi sono ormai in buona parte avvelenati dalla plastica e dai pesticidi. Un gruppo di ribelli convince allora gli abitanti a boicottare i prodotti industriali e a procurarsi da soli ciò di cui hanno bisogno. Ce la faranno. A Terrasecca ormai le sicurezze personali sono garantite dall’economia del bene comune, che riesce a garantire diritti in cambio di tempo.

Leggi le recensioni di Il mercante d’acqua.

4. Amartya Sen, Globalizzazione e libertà, Ed. Mondadori, 2002

La simultanea presenza, nel nostro mondo, di una degradante miseria per la maggioranza del genere umano e di un’opulenza senza precedenti per pochi privilegiati induce due atteggiamenti, antitetici ma speculari: lo sterile pessimismo di chi ritiene inutile ogni tentativo di cambiare lo status quo e l’inguaribile ottimismo di chi spera che, prima o poi – anche senza sapere come e perché – le cose miglioreranno per tutti. Protestando, pur se in modi talora discutibili, contro il dispiegamento incontrollato su scala planetaria dell’economia di mercato nella sua variante capitalistica, i movimenti no-global ci costringono a riflettere sui valori e sull’etica sottesi all’odierna concezione del “mondo globale”. Così Amartya Sen, premio Nobel 1998 per l’economia, prova ad indicare come si possa fare buon uso della liberalizzazione dei rapporti economici e dei risultati del progresso tecnico-scientifico in modo che tutti i paesi, inclusi quelli del Terzo Mondo, possano fruirne per conseguire uno sviluppo adeguato.

Leggi le recensioni di Globalizzazione e libertà.

5. Anne-Cécile Robert, L’Africa in soccorso dell’Occidente, Ed. EMI, 2006

E se fosse l’Occidente, e non l’Africa, ad avere bisogno di aiuto? E se toccasse al continente africano venire in soccorso dell’Occidente? Questo libro, consapevolmente provocatorio, propone di ribaltare radicalmente lo sguardo sul nostro mondo. Mentre il capitalismo globalizzato sta saccheggiando il Pianeta, l’Africa potrebbe, facendo leva sul suo patrimonio culturale, apportare una visione più armoniosa e più equilibrata del rapporto tra gli esseri umani e la natura. Questo saggio suggerisce che il preteso “ritardo” dell’Africa non sarebbe che l’espressione di una formidabile resistenza culturale a un modello economico devastatore.

Leggi le recensioni di L’Africa in soccorso dell’Occidente.

6. Maurizio Pallante, La decrescita felice. La qualità della vita non dipende dal Pil, Editori Riuniti, 2005

I segnali sulla necessità di rivedere il parametro della crescita su cui si fondano le società industriali continuano a moltiplicarsi: l’avvicinarsi dell’esaurimento delle fonti fossili e le guerre per il controllo, i mutamenti climatici, l’aumento dei rifiuti, le devastazioni e l’inquinamento ambientale. Eppure gli economisti e i politici, gli industriali e i sindacalisti continuano a porre nella crescita del prodotto interno lordo il senso stesso dell’attività produttiva. Secondo l’autore, è dunque arrivato il momento di smontare il mito della crescita, di definire nuovi parametri per le attività economiche e produttive, di elaborare un’altra cultura, di sperimentare modi diversi di rapportarsi col mondo, con gli altri e con se stessi.

Leggi le recensioni di La decrescita felice
.

Per approfondire, vedi la bibliografia completa WSA 2007-2008


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: